Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,5-25
19.12.2025
Nel racconto di Zaccaria emerge una verità sottile e profonda.. la preghiera nasce spesso dentro un’attesa lunga, talvolta stanca, quasi rassegnata. Zaccaria prega, ma quando Dio risponde resta spiazzato. È come se la preghiera fosse diventata un gesto fedele, ma non più carico di fiducia reale.
Le nostre preghiere, però, non sono parole gettate nel vuoto.. sono già inserite nel disegno di Dio. Non servono a convincerlo ad agire, ma a renderci capaci di accogliere ciò che Lui vuole compiere. Il problema non è se Dio ascolta, ma se noi crediamo davvero che la sua risposta possa superare ciò che immaginiamo possibile.
Zaccaria chiede un segno e rimane muto.. non come punizione, ma come tempo di silenzio necessario. Il silenzio diventa lo spazio in cui la fede deve maturare, liberarsi dal controllo, imparare ad affidarsi. Quando la parola umana si ferma, la promessa di Dio continua a camminare.
Questo Vangelo ci interroga..preghiamo aspettandoci davvero che Dio operi, o ci accontentiamo di pregare senza sperare più? Credere significa lasciare che la preghiera ci cambi, perché diventi risposta viva al progetto di Dio, anche quando arriva in modo inatteso.
Angelo A.
Ascolta canto completo al seguente link
https://audio.com/canti-meditazione-cristiana/audio/credo-nella-tua-parola