Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,57-66

23.12.2025
«Salvami, Signore, perché non c’è più un uomo fedele, è scomparsa la lealtà tra i figli dell’uomo».
Non è solo una lamentazione morale, ma la constatazione di un mondo in cui la parola è diventata malata. Tutti parlano, ma le parole sono doppie, lisce come l’olio e taglienti come lame.
Prima che venga Gesù, la parola dell’uomo torna vera. Zaccaria diventa così l’uomo fedele non perfetto, ma purificato. Dove la parola è vera, nasce futuro.
Nel Vangelo di oggi questa invocazione trova una risposta in Zaccaria. Dopo il silenzio che lo ha purificato, egli pronuncia una parola semplice e obbediente: «Il suo nome è Giovanni». Non sceglie la via breve del consenso, ma la fedeltà alla parola ricevuta. In quel momento la sua lingua si scioglie.
Angelo A.

Il canto "la grotta è piccola ma mi basta" è il luogo dove impariamo come Dio entra nella storia.. non con una parola che domina, ma con una Parola che chiede spazio. La grotta di Betlemme è silenzio, povertà, accoglienza. La grotta, non è solo un luogo del passato..è il primo spazio del cuore. Ogni mattino, ogni volta che scegli il silenzio e la verità, tu torni lì. E la Parola continua ad abitare in mezzo a noi.
Ascolta canto completo al seguente link
 
https://audio.com/canti-meditazione-cristiana/audio/la-grotta-e-piccola-ma-mi-basta
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