Dal Vangelo secondo Luca Lc 12,39-48
Il Vangelo di oggi ci invita a guardare con sincerità il nostro modo di vivere la Parola di Dio e le sue istruzioni. Gesù ci mette in guardia dal rischio di trasformare i comandamenti, che sono dono di amore e via di libertà, in strumenti di giudizio e di potere. Quando l'uomo si appropria della legge per accreditarsi meriti personali o per condannare gli altri, smarrisce lo spirito del Vangelo e si allontana dal cuore stesso di Dio.
Gli "amministratori" di cui parla Gesù sono coloro che hanno ricevuto un mandato di responsabilità - pastori, guide, genitori, educatori, credenti impegnati - ma che possono cadere nella tentazione di sostituire la misericordia con la rigidità, e la grazia con il controllo. Invece di servire, rischiano di dominare.. invece di accompagnare, finiscono per giudicare.
Gesù ci ricorda che l'autorità autentica nasce dal servizio e dall'umiltà. Il Vangelo non è un tribunale, ma una casa aperta dove si sperimenta la tenerezza del Padre. La vera osservanza dei comandamenti non consiste nell'imporre regole o nel vantarsi della propria fedeltà, ma nel lasciarsi trasformare dall'amore che essi custodiscono.
Siamo chiamati, dunque, a rinnovare il nostro modo di vivere la fede..non come detentori della legge, ma come testimoni della grazia. Solo così la nostra obbedienza diventa libera, e il nostro servizio diventa segno del Regno.Le parole del canto che segue "servire è amare" riassumono l'intero insegnamento di Cristo, che si è fatto servo per amore dell'uomo. È un invito a non usare i comandamenti come strumenti di giudizio o merito personale, ma come via di libertà e di comunione.
Nel canto si avverte il contrasto tra due atteggiamenti..da un lato, chi interpreta la legge come potere e dominio..dall'altro, chi la vive come dono e missione di servizio. Gesù stesso ci mostra la strada dell'umiltà..chinarsi ai fratelli, spezzare la vita per chi non ha pace, accogliere e non giudicare.
Ogni strofa è una tappa del cammino del discepolo..
La prima ricorda che la legge è scritta nel cuore, come dono d'amore.
La seconda invita a riconoscere che l'autorità vera nasce dal servizio.
La terza chiede a Dio di liberarci dalla rigidità, per vivere nella tenerezza del Regno.
Cantare "Servire è amare" significa accogliere l'invito di Gesù a costruire una Chiesa che non giudica, ma abbraccia.. non domina, ma accompagna.
Angelo A.
Canto completo al seguente link
