Dal Vangelo secondo Luca Lc 14,1-6

31.10.2025
In questo passo, Gesù compie una guarigione in un contesto molto particolare..non nella sinagoga, luogo pubblico e sacro, ma in una casa privata, quella di un fariseo.
È interessante notare che, nei Vangeli, le guarigioni di sabato avvengono solitamente davanti a tutti, quasi a voler mostrare che la misericordia di Dio supera ogni rigidità legale. Ma qui il Signore sceglie un ambiente domestico, familiare, intimo - e proprio tra coloro che rappresentano la Legge.. i farisei e i dottori.
Gesù accetta l’invito dei farisei pur sapendo che "lo stavano a osservare". Non si sottrae, ma entra in quella casa, come farà più tardi entrando nella casa di Zaccheo o dei peccatori. È un gesto di prossimità.. il Signore non rifiuta nessuno, nemmeno chi lo mette alla prova.

La guarigione dell’uomo idropico diventa così una lezione viva sulla vera osservanza del sabato..il sabato è il giorno della vita, non del divieto. Gesù chiede.."È lecito o no curare di sabato?" - e con la sua azione mostra che la carità viene prima della legge. Il bene dell’uomo è la vera gloria di Dio.
Questo episodio ci riporta anche a un altro momento della vita di Gesù.. quando, dodicenne, rimase nel tempio tra i dottori della Legge (Lc 2,41-52). Anche allora era "in casa" - la casa del Padre - e stupiva i sapienti con le sue domande e risposte. Ora, adulto, si ritrova di nuovo tra i dottori, ma non più per imparare.. per rivelare la pienezza della Legge, che è l’amore.
È come se ci fosse un filo che unisce quei due momenti.. dal Figlio che ascolta e domanda, al Maestro che agisce e insegna. In entrambi i casi, Gesù è immerso nel dialogo con coloro che rappresentano la Legge, ma il suo sguardo va oltre: verso il cuore dell’uomo e verso la volontà del Padre.
Il canto che segue nasce dal Vangelo di oggi dove Gesù ci insegna che non ci sono "luoghi" o "tempi" in cui la misericordia debba fermarsi. Anche nei nostri ambienti più chiusi, nelle case, nelle relazioni difficili, il Signore desidera entrare e portare guarigione.
Ci chiede di non temere lo sguardo giudicante degli altri, ma di lasciarci guidare dalla compassione, perché ogni sabato - ogni riposo, ogni pausa -diventi spazio di vita e di amore.
Angelo A.
Canto completo al seguente link
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