Dal Vangelo secondo Luca Lc 14,25-33
05.11.2025
Il brano di Luca ci mette davanti a una delle parole più esigenti di Gesù..seguire non è un sentimento superficiale, ma una scelta totale, che coinvolge tutto l’essere. Non basta camminare "con" Gesù..bisogna decidere di camminare "dietro" a Lui, portando la propria croce.
Il discepolato, secondo Luca, è una via di libertà.. Gesù non chiede di disprezzare gli affetti o i beni, ma di metterli al giusto posto. Solo chi è libero da ogni attaccamento può amare in modo pieno e vero.
San Paolo, nell’Inno alla Carità, ci mostra la forma concreta di questa sequela radicale..
"Se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova".
(1Cor 13,3)
Gesù chiede di rinunciare a tutto per seguirlo, e Paolo ci spiega come si vive questa rinuncia.. nella carità.
Non si tratta di un sacrificio sterile, ma di un dono d’amore che libera il cuore dall’egoismo.
La vera sequela non è una corsa eroica solitaria, ma un cammino di amore paziente, mite, che "tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta".
Mettere Cristo al centro non significa perdere ciò che amiamo, ma imparare ad amare tutto in Lui e con Lui.
Seguire Gesù comporta la croce, ma è una croce che trasfigura l’amore umano in carità divina.
Paolo ci ricorda che senza la carità ogni rinuncia è vana.. solo l’amore rende vera la sequela.
Chi porta la croce con amore, vive già la vittoria del Risorto.
Cantare il canto che segue è come pregare con Paolo e con Gesù stesso..è un invito a lasciare che l’amore diventi la nostra misura, la nostra forza, il nostro linguaggio quotidiano.
Ogni volta che lo cantiamo, ricordiamo che la via della carità è la via del discepolo, quella che conduce alla vera gioia e alla comunione con Dio.
Angelo A.
Canto completo al seguente link
