Dal Vangelo secondo Luca Lc 16,1-8

07.11.2025

Il Canto che segue nasce dal cuore del Vangelo di oggi, dove Gesù ci invita a riflettere su ciò che ci viene affidato da Dio in custodia.. e di come utilizziamo i beni materiali nel costruire le nostre relazioni con i fratelli. 

Il Vangelo ci presenta la parabola dell’amministratore scaltro. 
 A prima vista la sua figura sembra ambigua, ma se la leggiamo con gli occhi della fede scopriamo una verità preziosa.

Il padrone della parabola può essere visto come il tempo che ci rimane da vivere.. un tempo che non ci appartiene, che non possiamo possedere, ma che ci è affidato come dono. Proprio come il servo della parabola, anche noi siamo chiamati a rendere conto di come utilizziamo il tempo ricevuto.
L’amministratore scaltro non si lascia ingannare dall’illusione dell’egoismo, ma comprende che il tempo passa e che non è possibile sprecarlo accumulando solo per sé. La sua "scaltrezza" diventa allora un invito per noi..imparare a guardare al futuro con occhi di fede, investendo non nelle sicurezze effimere, ma nei legami, nella carità, nell’amore.
Gesù ci ricorda che l’autentica sapienza è trasformare il tempo che ci resta in occasione di bene. 
Non importa quanto sia lungo o breve.. ciò che conta è che non venga consumato nell’indifferenza, ma speso nel dono di sé.
Il servo scaltro ci insegna che chi vive il presente con responsabilità e fiducia nell’amore di Dio non sarà mai deluso. Il tempo diventa allora non un padrone da temere, ma un cammino che ci guida verso l’eternità.

Canto completo al seguente link  
 
 https://audio.com/canti-meditazione-cristiana/audio/il-tempo-che-mi-resta

Angelo A

 

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