Dal Vangelo secondo Luca Lc 19,41-44

20.11.2025
Gesù, avvicinandosi a Gerusalemme, la contempla e scoppia in pianto. Non è un pianto di rassegnazione, ma di un amore ferito..Egli vede ciò che quella città - il cui nome significa "città della pace" - avrebbe potuto diventare se solo avesse accolto il dono della vera pace, quella che non nasce dalle armi o dai calcoli politici, ma dal cuore riconciliato con Dio e con i fratelli.
Il suo pianto è profetico..annuncia la distruzione che avverrà, ma soprattutto rivela il dolore di chi offre la salvezza e viene rifiutato. In quel pianto c’è tutta la tenerezza di un Dio che non smette di amare, anche quando è respinto.
Gerusalemme non è diversa dalle città di ogni tempo - comprese le nostre - costruite troppo spesso sul sospetto, sull’esclusione, sulla competizione, e sull'omicidio. Anche noi rischiamo di non riconoscere il "tempo in cui siamo visitati", perché presi da ciò che ci rassicura o ci illude.
Il messaggio di Gesù rimane lo stesso.."Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace…"
La pace non è un’idea astratta, ma un cammino concreto che parte dall’ascolto, dal perdono, dall’apertura all’altro. Gesù è il Principe della Pace, non perché elimina i conflitti con un gesto magico, ma perché mostra che la pace nasce solo quando l’uomo decide di amare più di quanto tema di perdere.
Il pianto di Gesù non è quindi solo denuncia..è invito.
Invito a non ripetere gli errori di Gerusalemme, a riconoscere il momento presente come tempo di Grazia, a lasciarci toccare da un Dio che non smette di piangere su ciò che potremmo essere e non siamo ancora.
E forse, imparando a lasciarci guardare da quel pianto, iniziamo anche noi a costruire città più umane, più giuste, più somiglianti alla pace che Dio sogna per il mondo.
Il canto ch3 segue nasce dal pianto di Gesù su Gerusalemme..un pianto d’amore, non di condanna.
Gesù vede ciò che potremmo essere e ciò che ancora non siamo, e ci invita con dolcezza a riconoscere la via della pace.
Cantando, ci mettiamo davanti al suo sguardo..lasciamo che il suo dolore tocchi il nostro cuore e divenga desiderio di ricominciare.
La pace che non abbiamo saputo accogliere diventa allora promessa, cammino, scelta quotidiana.
Che questo canto ci apra alla pace che viene da Dio e ci renda strumenti di pace nelle nostre città.
Angelo A.
Canto completo al seguente link 
https://audio.com/canti-meditazione-cristiana/audio/se-avessi-compreso-la-pace
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