Dal Vangelo secondo Marco Mc 6,34-44
08.01.2026
Il Vangelo ci presenta una scena molto concreta..una folla stanca, affamata, alla fine della giornata. I discepoli vedono la situazione con realismo e propongono una soluzione ragionevole.."Congeda la folla". Ognuno pensi a sé, ognuno trovi da mangiare dove può.
Ma Gesù non accetta questa logica. Il suo sguardo va più in profondità. Egli sente compassione per quella gente e dice ai discepoli una parola che li spiazza.. "Date loro voi stessi da mangiare". Gesù non chiede ciò che non c’è, chiede ciò che siamo e ciò che abbiamo, anche se poco.
I discepoli si sentono inadeguati.. pochi pani, pochi pesci, risorse insufficienti. È qui che il Vangelo diventa Parola per noi. Quante volte, davanti ai bisogni del mondo, della Chiesa, delle persone accanto a noi, pensiamo di non avere abbastanza..tempo, forze, parole, fede. E allora la tentazione è la stessa dei discepoli..congedare, rimandare, delegare.
Gesù invece ci invita a fare un passo in più.. a non mandare via nessuno, a non chiudere il cuore. Quel poco che viene messo nelle sue mani diventa dono abbondante. Non è la quantità che sfama, ma la condivisione benedetta da Dio.
L' Eucaristia è il segno più grande di questo Vangelo. Anche oggi Gesù prende ciò che è semplice e fragile - pane e vino, la nostra vita - lo benedice e lo dona perché diventi nutrimento per tutti. Chiediamo al Signore un cuore simile al suo.. capace di compassione, di fiducia e di condivisione, perché nessuno, attraverso di noi, venga mai rimandato a mani vuote.
Angelo A.