Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10,17-22
26.12.2025
Nel Vangelo Gesù non chiede ai discepoli di prepararsi discorsi perfetti o strategie di difesa. Sa bene che, davanti alla paura o al rischio di perdere sicurezza, l’uomo è fragile. Per questo promette lo Spirito Santo e dice.."Lui vi ricorderà le mie parole".
È lo Spirito che rende viva in noi la memoria di Gesù, così che, nel momento della prova, il cuore non fugga, ma resti saldo in Lui. Come è avvenuto per Stefano, il primo martire.. non fu la logica umana a sostenerlo, ma la forza dello Spirito che gli fece contemplare Cristo e perdonare chi lo perseguitava.
Così comprendiamo che la vera testimonianza non nasce dallo sforzo personale, ma da una docilità interiore. Quando lasciamo spazio allo Spirito, le parole di Gesù non restano ricordi lontani, ma diventano vita, luce e forza dentro di noi.
Non siamo noi a trovare le parole, è lo Spirito a farle nascere nel momento giusto.
Angelo A
Il canto che segue diventa così una preghiera di abbandono.. riconosciamo la nostra povertà e lasciamo che Dio stesso parli attraverso di noi. È quello che è accaduto ai discepoli, ed è ciò che vediamo in Santo Stefano.. nel tempo della prova, non furono argomenti umani a sostenerlo, ma la voce dello Spirito nel suo cuore.