Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18,12-14

09.12.2025
Il Vangelo di Matteo 18,12-14 ci introduce nella logica sorprendente del cuore di Dio.. una logica che non si lascia condizionare dalle apparenze, dalla forza dei numeri o dalla durezza dei fallimenti. La storia della pecora smarrita è la rivelazione di un Dio che non accetta di perdere nessuno, che non si rassegna davanti alla fragilità di uno solo, che considera "irrinunciabile" ogni vita, anche quella che sembra marginale o compromessa.
Se leggiamo questa pagina evangelica alla luce del Salmo 36, il messaggio si illumina da un’altra angolatura. Il Salmo si apre con un invito duro e allo stesso tempo liberante..
"Non adirarti contro gli empi…
non irritarti per quelli che fanno il male."
È un’affermazione che nasce dalla consapevolezza che spesso il male, l’ingiustizia o la superficialità sembrano correre più veloci della bontà e della pazienza. Ma il salmista ricorda che l’apparente successo di chi percorre vie sbagliate è fragile come l’erba che al mattino fiorisce e la sera è già inaridita.
Dio vede tutto, ma non reagisce con impulsività..Egli rimane fedele, saldo, misericordioso.
 Il Salmo parla di non lasciarsi travolgere dalla rabbia davanti al male.. il Vangelo mostra che Dio non si lascia travolgere dalla nostra smarritezza.
Il Pastore non si adira con la pecora che si è dispersa, non la giudica, non la abbandona. La cerca.
Il suo atteggiamento è la risposta perfetta al rischio umano di cedere all’ira o allo scoraggiamento..Dio non si lascia vincere dal male, ma continua a fare il bene, anche quando il bene sembra inutile.
 Il Salmo invita a confidare nel Signore e a rimanere sulla via della giustizia.. il Vangelo mostra che anche quando ci allontaniamo da quella via, Dio continua a camminare verso di noi.
Il salmista dice "Affida al Signore la tua via… confida in lui ed egli agirà."
Nel Vangelo, questo "agire" si fa movimento concreto..il Pastore non aspetta che la pecora ritorni, ma "agisce" mettendosi in cammino Lui stesso.
 Il Salmo afferma che la vera eredità del giusto è la pace.. il Vangelo rivela che questa pace nasce dal sapere di essere cercati, trovati, sollevati.
La pecora ritrovata non solo viene salvata, ma viene portata sulle spalle, avvolta da una pace che non nasce dal suo merito, ma dalla tenerezza del Pastore.
Il Salmo dice che il futuro dell’empio svanisce.. il Vangelo dice che il futuro della pecora smarrita si riapre.
Dio non festeggia il fallimento degli altri, ma la loro rinascita.
Non gioisce della caduta dell’ingiusto, ma della conversione del peccatore.
Così, mentre il Salmo 36 ci invita a non lasciarci avvelenare dal male degli altri o dall’invidia per il loro successo apparente, il Vangelo ci rivela la cura infaticabile con cui Dio si occupa del nostro male, delle nostre perdite, dei nostri allontanamenti.
Non adirarti..Dio è più grande delle nostre ingiustizie.
Non scoraggiarti.. Dio è più ostinato dei nostri smarrimenti.
Dio non è mai una risposta alla nostra perfezione, ma un’iniziativa della sua misericordia.
E ogni volta che lo lasciamo trovarci, la nostra vita torna a fiorire come la terra umile che il giusto abita in pace.


canto che segue nasce dall’incontro tra la parabola evangelica della pecora smarrita e la sapienza del Salmo 36, e vuole mettere in musica la certezza di un Dio che non si stanca mai di cercare. La melodia semplice e meditativa fa risuonare il cuore del testo.. un Pastore che non rimprovera, non giudica, non si infastidisce, ma scende nei rovi del nostro smarrimento per riportarci alla luce.
Il ritornello diventa la voce di ogni credente che, dopo essersi allontanato, si lascia sorprendere dalla fedeltà di Dio.."Tu mi cerchi nel silenzio… tu mi trovi senza chiedere perché." È la confessione di una misericordia che precede ogni nostro merito, che arriva prima delle nostre spiegazioni, che guarisce prima ancora di domandare.
Nelle strofe scorrono i temi centrali del Salmo 36.. la fragilità del male che passa come l’erba, l’invito a non lasciarsi avvelenare dall’ira o dallo scoraggiamento, la promessa che chi confida nel Signore troverà pace e futuro. Il canto raccoglie queste parole antiche e le intreccia con il gesto concreto del Pastore del Vangelo.. la cura che Dio dona non è teorica, ma un abbraccio che solleva, una presenza che consola, un passo che accompagna.
Un canto da eseguire con voce chiara, senza fretta, lasciando spazio alle pause, affinché ogni frase diventi preghiera.
Alla fine, "Tu mi cerchi nel silenzio non è solo un testo da cantare, ma un’esperienza da vivere.. la consapevolezza che siamo trovati, raccolti e custoditi da un Dio la cui gioia è ritrovarci, e la cui fedeltà non viene mai meno, anche quando noi ci smarriamo.

Gratuitamente scarica audio del canto completo al seguente link
 https://audio.com/canti-meditazione-cristiana/audio/tu-mi-cerchi-nel-silenzio

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